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 Nel
1920 alcuni amici dell'A.N.I.M.I. fondarono la “Società Magna
Grecia”, con lo scopo di raccogliere fondi per la promozione di scavi
archeologici e di studi sui reperti, nonché per la preservazione
dei monumenti e la costituzione o l'ampliamento dei musei, comprendendo
le civiltà indigene, le colonie greche, la civiltà etrusca,
l'epoca romana e quella bizantina nell'Italia Meridionale. Attorno alla
Società, nella sua prima fase e fino alla metà degli anni
'80, si raccolsero scienziati ed archeologi, quali Paolo Orsi, Quintino
Quagliati, Pirro Marconi, Amedeo Maiuri, Eduardo Galli, Ugo Rellini, Giulio
Emanuele Rizzo, Paola Zancani Montuoro, Giovanni Pugliese Carratelli. Scavi
vennero effettuati a Velia, Cirò (Tempio di Apollo Aleo), Sibari,
Metaponto, Taranto, Peschici, Matera, Himera, Leontini, Agrigento, Sant'Angelo
Muxaro. Tra le varie importanti scoperte, straordinaria fu quella del tempio
di Hera Argiva, alle foci del Sele, effettuata da Umberto Zanotti Bianco
e Paola Zancani Montuoro, con la serie delle metope che costituiscono a
tutt'oggi la massima testimonianza scultorea dei Greci di Occidente.
Questa florida prima fase si concluse a metà degli anni '80 con
la scomparsa di Paola Zancani Montuoro.
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 Nel
1990 il Presidente dell'ANIMI Michele Cifarelli si adoperò per una
rinascita dell'attività archeologica. Venne così nominato
un apposito Comitato direttivo di 21 esperti, vennero rinnovate le ricerche
e la partecipazione a campagne di scavo - mediante l'istituzione di borse
di studio -, venne ripresa la pubblicazione del periodico "Atti
e Memorie della Società Magna Grecia". Quest’ultimo, nei
primi tre volumi della IV serie (1996-2007), per complessivi 15 tomi, ha
pubblicato il Corpus dei Pinakes locresi,
ovvero di un importantissimo patrimonio di oltre 5.000 frammenti di tavolette
fittili votive del V sec. a.C., scoperti da Paolo Orsi e custoditi nei
Musei di Reggio Calabria e di Locri.
La Società Magna Grecia partecipa inoltre ai lavori di scavo dell'Heraion
alla foce del Sele, condotti dalla Soprintendenza archeologica di Salerno,
dall'Università di Napoli "Federico II" e dall'Università di
Lille.
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