N O T I Z I E    E D    E V E N T I
 

Comitato Nazionale
La Scienza nel Mezzogiorno dall'Unità d'Italia ad oggi

Con riferimento alla celebrazione del Centocinquantenario dell'Unità d'Italia, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha istituito nel 2006 il Comitato Nazionale “La Scienza nel Mezzogiorno dall'Unità d'Italia ad oggi”, su proposta dell'Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia, dell'Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, della Società Italiana per il Progresso delle Scienze e del Centro di Ricerca Guido Dorso.
Il Comitato, con la collaborazione di eminenti studiosi, di Istituzioni e di Scuole, e sulla base di programmi di ricerca sorti e sviluppatisi (con alterne vicende) nel Mezzogiorno d'Italia, presenta un'opera che, consentendo un'analisi delle interconnessioni tra condizioni originarie, sviluppo e modernizzazione in un territorio assai diversificato da un punto di vista culturale, sociale e ambientale, offre un contributo alla storia scientifica delle regioni del Mezzogiorno che 150 anni fa si unirono alle regioni centro settentrionali per dare finalmente Unità politica all'Italia..

Quando si parla della scienza in Italia, il pensiero va istintivamente ai grandi centri culturali del Centro-Nord del Paese dove le diverse tradizioni di ricerca, in vari settori disciplinari, hanno avuto molti e notevoli sviluppi sin dal momento originario della scienza moderna. Le cose, in realtà, sono molto più complesse. Non bisogna sottacere, infatti, il ruolo di numerose personalità e istituzioni che hanno operato nel Mezzogiorno d’Italia fin dal XVII secolo. Agli inizi stessi della scienza moderna, l’Accademia degli Investiganti e quella dei Curiosi, la succursale napoletana dell’Accademia dei Lincei, che vide come protagonista il “Linceo” e filosofo naturale Giovanni Battista Della Porta, l’Accademia Pontaniana. Nei secoli XIX e XX gli Osservatorii astronomici e vulcanologici di Napoli, di Catania e di Palermo; il Circolo Matematico di questa città o la Stazione Zoologica di Napoli o la Scuola di Agraria di Portici o la Scuola palermitana di chimica di Stanislao Cannizzaro ed Emanuele Paternò. Inoltre i numerosi Orti botanici centri di ricerca sulla flora e patologia vegetale delle Regioni meridionali e dell’intero Mediterraneo. Certo, nel Mezzogiorno, anche a causa della divisione dell’Italia in Stati distinti, le vicende della scienza hanno avuto svolgimenti originali, ma tuttavia non di poco momento e fortemente ricollegabili alle vicende culturali e politiche nazionali, europee e ora mondiali. Esse, tuttavia, sono tutte da studiare, per questo devono essere portate a sintesi, in maniera coerente, e ulteriormente sviluppate, indagini storiche che riguardano soprattutto la vicenda della cultura scientifica meridionale nel periodo post-unitario, fino ai nostri giorni.

Per questo, in previsione delle celebrazioni del prossimo Centocinquantenario dell’Unità d’Italia (1861-2011), l’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia, con l’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, prima accademia scientifica nazionale col nome di Società Italiana (1782), la Società Italiana per il Progresso delle Scienze, entrambe eredi delle risorgimentali Adunanze degli scienziati italiani, e il Centro di Ricerca “Guido Dorso”, hanno ritenuto di promuovere insieme una serie di manifestazioni su La Scienza nel Mezzogiorno dall’Unità d’Italia ad oggi. Studio sugli Scienziati, sulle Scuole e sulle Istituzioni scientifiche nel Mezzogiorno d’Italia.

Ciò come ulteriore contributo alla storia sociale e intellettuale dell’Italia postunitaria, colta da un particolare punto di vista: la vita e l’opera degli scienziati che hanno operato nel Mezzogiorno o che, formatisi nel Mezzogiorno, hanno svolto la loro attività in altre zone del Paese o all’Estero nonché la storia lontana e più recente delle Istituzioni scientifiche meridionali. Si intende dare un’enfasi particolare alle scuole e ai programmi di ricerca, alle istituzioni che sono sorte e si sono sviluppate (con alterne vicende) in quest’area del nostro Paese. Ciò consentirà un’analisi più dettagliata del rapporto fra modernizzazione, sviluppo e arretratezza in un territorio assai diversificato dove questi tre termini si sono incrociati in maniera assai problematica, dando vita a una vastissima letteratura di tipo storico, politico e sociale.

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