Il sogno di un’Europa unita da storia e cultura, di Erio Matteo

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Il sogno di un’Europa unita da storia e cultura, di Erio Matteo

Il sogno di un’Europa unita da storia e cultura, di Erio Matteo
da la Domenica de il Quotidiano, domenica 10 febbraio 2019

Verso il Centenario. Passato, presente e futuro dell’impegno meridionalistico e archeologico della Società Magna GreciaNei giorni scorsi, nella prestigiosa location di palazzo Corsini a Roma, sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei, l’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia (ANIMI) ha avviato la serie di manifestazioni ufficiali in preparazione del centenario della costituzione della affiliata Società “Magna Grecia”, che tanti meriti ha avuto nella diffusione delle cultura e nella scoperta e nella valorizzazione di molti siti archeologici nel Mezzogiorno d’Italia. Tema del convegno “PASSATO, PRESENTE E FUTURO DELL’IMPEGNO MERIDIONALISTICO E ARCHEOLOGICO DELLA SOCIETÀ MAGNA GRECIA”.
L’approfondimento dei vari argomenti si è venuto intrecciando inevitabilmente anche con la vita straordinaria e la singolare personalità di Umberto Zanotti Bianco, il filantropo piemontese che (dopo aver fondato nel 1910 l’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia) varò nel 1920 la Società “con lo scopo di raccogliere fondi per la promozione di studi e scavi archeologici, che contemplassero soprattutto la civiltà delle colonie greche e delle genti indigene nell’Italia meridionale”. La stessa storia della Società Magna Grecia ha dell’incredibile, nell’aver rivestito un ruolo di punta e perfino di supplenza per i finanziamenti pubblici nell’archeologia italiana. Grazie alla capacità di suscitare donazioni private di Umberto Zanotti Bianco - affiancato da personalità del livello di Paolo Orsi, Pirro Marconi, Quintino Quagliati, Amedeo Maiuri, Ugo Rellin e di Paola Zancani Montuoro – la Società riuscì a varare una incredibile serie di campagne di scavo in numerose località del Mezzogiorno (Poseidonia, Velia, Hipponium-Vibo Valentia, Medma-Nicotera, punta Alice presso Cirò, Metaponto, Taranto, agro Materano, Himera, Leontini, Agrigento), contribuendo così alla migliore conoscenza della storia d’Italia più antica. Tra le risultanze più importanti la localizzazione di Sibari arcaica e la scoperta del santuario di Hera Argiva alle foci del Sele, i cui reperti hanno straordinariamente arricchito il Museo di Paestum. “Magna Grecia” fu sciolta dal Fascismo, che non vedeva con favore nè l’esaltazione della civiltà greca in un’epoca di riscoperta della romanità imperiale, né il ruolo di guida assunto dal’antifascista Zanotti-Bianco. Ritornata a nuova vita nel 1949, la Società - braccio archeologico dell’ANIMI - è “stata recentemente riorganizzata sotto il profilo scientifico con rinnovate energie...però sempre nella consapevolezza che impegnarsi nella riscoperta delle radici di antiche culture significa contribuire... alla maturazione di una solida coscienza civica nelle popolazioni che di quelle culture sono legittime eredi”.
Alla manifestazione romana hanno partecipato insigni accademici, autorevoli studiosi, meridionalisti ed esponenti del mondo culturale italiano, a testimonianza dell’interesse che le tematiche meridionalistiche rivestono per i processi di crescita e di sviluppo del Paese.
Roberto ANTONELLI, a nome della Presidenza dell’Accademia, ha rivolto il saluto ai partecipanti. Egli ha ricordato – oltre alla comunanza di tante autorevoli presenze in entrambi i prestigiosi organismi - le travagliate, analoghe vicende che in maniera singolare accompagnarono il cammino dell’Accademia dei Lincei e della associazione Magna Grecia,vicende da cui risorsero nell’immediato dopoguerra.
Il convegno è stato presieduto da Fausto Zevi (prestigioso autore di numerosissime pubblicazioni e già ordinario presso l’università di Napoli "Federico II" e presso l’Università di Roma "Sapienza”). Le relazioni sono state tenute da: Ermanno A. ARSLAN (Linceo, già Direttore dei Civici Musei d’Arte di Milano): su “Accademia Nazionale dei Lincei e Società Magna Grecia, un lungo percorso complementare”, che ha ripercorso le tappe del cammino sinergico che ha accompagnato l’azione dei due prestigiosi istituti nell’attuazione del progetto post-unitario della promozione culturale e sociale del Mezzogiorno; Adriano LA REGINA (Linceo, Sapienza Università di Roma) su “La Società Magna Grecia e l’archeologia meridionale”; Giovanna GRECO (Università di Napoli, Federico II) su “L’attualità dell’impegno di Umberto Zanotti Bianco, tra archeologia e tutela”, da cui è scaturito un suo vivido e documentato ritratto di animatore culturale convinto che solo dalla scuola e dalla cultura potesse derivare il riscatto del Sud : da Mario MAZZA (Linceo, Sapienza Università di Roma): “Ricerca storica ed impegno meridionalistico da Umberto Zanotti Bianco a Giovanni Pugliese Carratelli”, che ha ripercorso le linee evolutive del meridionalismo nei decenni; e infine da Gianfranco MADDOLI (Università degli Studi di Perugia) su “Proposte e iniziative recenti della Società Magna Grecia”.

Gerardo BIANCO, Presidente dell’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia, ha sottolineato innanzitutto lo strettissimo legame della Società Magna Grecia con la grande personalità di Zanotti Bianco, che già nel 1910 aveva fondato l’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia e nel dopoguerra fu tra i fondatori di Italia Nostra. Bianco ha poi illustrato la numerose iniziative editoriali avviate o in programma, a partire dal rilancio della prestigiosa rivista della Società, esprimendo la sua soddisfazione per la disponibilità dell’editore Serra a curare le pubblicazioni di “Magna Grecia”, assicurandone un sempre più alto livello editoriale. “Per noi la mission – ha affermato Bianco - è quella di “conservare la tradizione, rinnovandoci, migliorando se possibile, portando avanti delle proposte scientificamente valide”. Il suo interesse per alcuni decenni prevalente, quello del politico, lo ha poi portato a sottolineare la questione, oggi estremamente rilevante, del destino dell’Europa, in questo sollecitato dalla lettura di un famoso saggio di Edgar Morin. Il filosofo e sociologo francese affermava che, per risolvere i problemi della crisi di identità europea, bisogna “europeizzare il Mediterraneo e mediterraneizzare l’Europa”! Una fondamentale indicazione dell’itinerario da seguire, ha osservato Bianco, diventata sempre più una sorta di deadline. Dopo avere espresso la sua soddisfazione per il fatto che il progetto dedicato alla Via Appia è ormai stato fatto proprio dal Ministero, il Presidente ANIMI ha poi rivendicato l’idea (già avanzata in un incontro con il Consiglio d’Europa a Ravello) di un grande progetto europeo - sostenuto insieme da Magna Grecia e Accademia dei Lincei e di cui capofila potrebbe essere l’Italia - di manutenzione, valorizzazione di tutti i siti archeologici del Mediterraneo. Il risultato – ha aggiunto Bianco, ampliando il suo discorso - sarebbe la circolarità delle culture, lo scambio di esperienze ma anche di elementi di solidarietà, che possono portare a creare condizioni di convivenza e di intesa fra i soggetti che si affacciano sul Mediterraneo. Qui l‘accenno si è fatto manifesto in senso lato politico, perché ha allargato quell’orizzonte che la società italiana stenta a intravedere. Del resto, anche negli interventi degli altri relatori non sono mancati accenni al diffuso disorientamento del tempo attuale, stretto tra intolleranze e nuove chiusure.
In conclusione, una manifestazione di rilievo, che ha fatto registrare un rinnovato impegno dell’Associazione per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia e della Società Magna Grecia a porre in essere e a intensificare tutte le sinergie possibili in favore della diffusione della cultura e per un Mezzogiorno sempre più efficacemente inserito ne Mediterraneo!

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Verso il Centenario. Passato, presente e futuro dell’impegno meridionalistico e archeologico della Società Magna Grecia

   

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